Attacchi di panico

Gli attacchi di panico sono episodi repentini di paura impetuosa o di un’ansia crescente e incontrollabile. Si sviluppano all’improvviso e sono accopagnati da sintomi fisici molto intensi come tachicardia violenta accompagnata spesso dal timore di un infarto, iperventilazione e sensazione di soffocamento, gola secca, nausea, paura di perdere il controllo, sudorazione, mal di testa, paura di morire o svenire, tremori, vertigini, sensazioni di torpore o formicolio agli arti e alla bocca, paura di attirare l’attenzione, dispercezione del tempo, istinto alla fuga, timore di enuresi o encopresi. Tra i motivi più diffusi e frequenti che portano agli attacchi di panico vi è lo stress, la preoccupazione per la propria salute, le difficoltà personali, relazionali o professionali. Questi se ignorati, rimangono latenti incrementando sempre più i livelli di ansia fino al superamento della soglia che l’oganismo riesce a tollerare, sfociando poi in un vero e proprio attacco di panico. Generalmente l’esordio di episodi di questo tipo avvengono a partire dalla tarda adolescenza e in prevalenza ne soffre maggiormente la popolazione femminile.

La peculiarità del disturbo da attacchi di panico è la ricorrenza di questi episodi inaspettati, aggravata dal timore persistente che si ripresentino cogliendo la persona di sorpresa. Di conseguenza gli individui che ne soffrono tendono a modificare le loro abitudini e comportamenti, cercando di evitare situazioni in cui temono si possano riverificare.

Nel corso di un attacco di panico, le persone vengono sopraffatte da pensieri automatici e catastrofici e sono portate a pensare che i sintomi somatici che presentano siano realmente pericolosi. Ricorrono quindi ad esami clinici, visite mediche costose e frustranti in cui emerge un quadro complessivo di salute fisica. La delusione di una diagnosi che esclude problemi organici, a volte non aiuta le persone ad accettare che sintomi così vigorosi possano essere associati esclusivamente ad un attacco di panico. Per questo motivo, piuttosto che intraprendere un percorso psicoterapeutico, sono portate ad intraprendere percorsi esistenziali distruttivi che possono sfociare in abuso di alcol, depressione, ipocondria, sviluppo di patologie organiche, tentativi di suicidio, rischio per la vita familiare e sociale.

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